Per più di venticinque anni ho "battuto" su questa tastiera... di tutto e in tutte le lingue che utilizzano i caratteri latini. Tantissimi libri, giornali, settimanali, lavori commerciali...
Quando il computer, come lo conosciamo oggi, era di là da venire e le stampanti laser o inkjet erano fantascienza!
Come mai, oggi, scrivo di queste cose "vecchie"?
Perché stasera, girando sul web, ho trovato questa chicca:
Primo: mi ha fatto piacere scoprire che un altro Nigrelli (che non è assolutamente un mio parente prossimo), ha fatto il mio stesso lavoro.
Secondo: stigmatizza come i linotipisti in primis e i tipografi in generale fossero tenuti (allora) in grande considerazione tanto da equipararli a quelli che in seguito furono denominati "pubblicisti".
Terzo: già allora eravamo provvisti di "Licenza"... come adesso con lo SMOM... ahahahah!
***
Già che ci sono, voglio pubblicare alcune foto della mia Linotype "Menta M1" (che non possiedo più da anni) scattate in occasione di una chiamata in soccorso dall'attuale proprietario per risolvere alcuni problemucci derivanti dall'usura di un componente meccanico che però non erano stati in grado di individuare. Come si vede, la macchina è parzialmente smontata... beh... lo vedo io...
Le "matrici" (quelle cosine gialle) a destra nella foto, sono i fuoricassa: lettere accentate e segni grafici vari che venivano inseriti a mano, all'occorrenza.
Il "magazzino": quella scatola piatta con su scritto "12 permanent" vuol dire che la macchina sta utilizzando il font "permanent" corrispondente all'helvetica o allo swiss, in "corpo 12" (punti tipografici) e nella versione "normale" e "nero".
Per cambiare font o dimensione, bisognava sostituire tutto il "magazzino".
L'attuale proprietario, felice e soddisfatto, dopo la riparazione perfettamente riuscita.
WASP



