LA SATIRA

LA SATIRA

La definizione di satira va dettagliata sia rispetto alla categoria della comicità, del carnevalesco, dell'umorismo, dell'ironia e del sarcasmo, con cui peraltro condivide molti aspetti:

  • con il comico condivide la ricerca del ridicolo nella descrizione di fatti e persone,
  • con il carnevalesco condivide la componente "corrosiva" e scherzosa con cui denunciare impunemente,
  • con l'umorismo condivide la ricerca del paradossale e dello straniamento con cui produce spunti di riflessione morale,
  • con l'ironia condivide il metodo socratico di descrizione antifrasticamente decostruttiva,
  • con il sarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita.

Essa si esprime in una zona comunicativa "di confine", infatti ha in genere un contenuto etico normalmente ascrivibile all'autore, ma invoca e ottiene generalmente la condivisione generale, facendo appello alle inclinazioni popolari; anche per questo spesso ne sono oggetto privilegiato personaggi della vita pubblica che occupano posizioni di potere.

Queste stesse caratteristiche sono state sottolineate dalla Corte di Cassazione che si è sentita in dovere di dare una definizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:

« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. »
(Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006)

giovedì 15 ottobre 2015

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE.

Centrale idroelettrica Contrada Cataratti
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti

La centrale idroelettrica di Contrada Cataratti (PA)

L’impianto prende il nome dall’omonima sorgente e rappresenta una fase importante della storia della comunità montana Petralese, raccontando un viaggio affascinante dentro le tecniche produttive e l’ambiente naturale modificato dall’uomo secondo finalità produttive. Posta in testa allo schema idroelettrico di Petralia Sottana comprendente quattro impianti posti a cascata lungo le rive dell’Imera Meridionale, presenta una grandiosa sala macchine luogo di “lavorazione” e di modifica dell’originaria goccia d’acqua. Pur trattandosi di una installazione di modeste dimensioni, se paragonato agli impianti attuali che forniscono energia alla nazione, presentava tutte le caratteristiche di un moderno complesso idroelettrico. L’impianto conserva intatti tutti gli elementi costitutivi tipici di uno stabilimento per la produzione elettrica da fonte idraulica: le opere di presa e di accumulo delle acque poste ad una quota di 1150 m s.l.m.,  le condotte forzate che coprono il salto idraulico di ben 160 metri fino all’officina elettrica il cui cuore è la sala macchine. Il grande salone custodisce pezzi originali di forte impatto visivo. Ben tre gruppi turbo-alternatore, quadri elettrici e tanti altri pezzi unici, tra i pochi ancora funzionanti in Italia, prodotti artigianali di una industria, quella dei motori idraulici, in pieno sviluppo agli inizi del ‘900, fase pioneristica dell’ idroelettrico. Le turbine delle Officine Calzoni e Riva, gli alternatori Siemens e Brown-Boveri e i trasformatori, per quei tempi erano macchinari e attrezzature particolari, l’energia elettrica era qualcosa di misterioso per le popolazioni locali tanto che mancavano, in un primo momento, le maestranze e i tecnici. L’energia elettrica era trasportata a 2000 Volt alla vicina Petralia Sottana. Entrata in esercizio nel 1908 cessò definitivamente la produzione nel dicembre del 1972 a seguito di un evento alluvionale, divenendo di fatto un bene culturale invisibile poichè testimonianza storica, culturale, sociale, tecnico scientifica e di costume che non ha goduto di adeguata visibilità e fruizione. Oggi la Centrale è un ottimo esempio di archeologia industriale unico nelle Madonie capace di un valore storico-architettonico-ambientale con funzione culturale, didattica ed educativa. Attualmente l’impianto è oggetto di una nuova valorizzazione divenendo elemento attrattivo per il turismo locale nonché per il mondo scientifico. Un piccolo gioiello dalla valenza educativa interculturale apprezzata dal mondo accademico con riferimenti anche in prestigiosi congressi internazionali sulle energie rinnovabili come il IV Congresso Internazionale sulle Energie Rinnovabili IREC 2012 di Sousse in Tunisia.
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, vista esterna
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, vista esterna
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, quadri di comando
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, quadri di comando
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, vasca di carico
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, vasca di carico
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine
Centrale idroelettrica Contrada Cataratti, sala macchine.

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Fonte: http://www.archeologiaindustriale.org/cms/la-centrale-idroelettrica-di-contrada-cataratti-pa/

Spero sia di vostro interesse. Ciao a tutti!

WASP

4 commenti:

  1. Sorprendente.
    Avrei detto che era più facile trovare un aranceto in Trentino che una centrale idroelettrica in Sicilia...
    Comunque mi lascia perplesso quel cesso quasi sotto a un trasformatore.
    Scommetto che era difficilissimo trovarlo occupato.

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    1. Paolo el panza15 ottobre 2015 19:41

      Non è che dal cesso poi può sbucare... sappiamo chi? Chi è destinatario del PUPPA! per capirci. XD
      Trovo piuttosto strano che abbiano messo pure la "vista cesso", piuttosto.
      Anche degne di nota le lampade a fiore, che ce le si aspetterebbe in un albergo, non su un quadro di una centrale elettrica.

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  2. Ci sono centrali idroelettriche di inizio 900 con affreschi bellissimi non è strana una certa cura era un luogo di lavoro frequentato da molti un piccolo mondo a se stante in cui si lavorava ma si cercava di rendere accogliente

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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